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Comunicato stampa | Camminare l’antifascismo. La memoria come ribellione all’ordine delle cose

Camminare l’antifascismo

La memoria come ribellione all’ordine delle cose

 

Giovedì 21 aprile, per Edizioni Gruppo Abele, è uscito in libreria e online Camminare l’antifascismo. La memoria come ribellione all’ordine delle cose, di Lorenzo Guadagnucci. Un testo che si interroga su cosa significhi l’antifascismo oggi, nella pratica e nella narrazione quotidiana. La prima presentazione sarà lunedì 25 aprile alla Comunità delle Piagge di Firenze.

Il fascismo ha cambiato forma

«Viviamo da alcuni decenni nella “Repubblica nata dalla Resistenza” ma la dignità della persona non è ancora al riparo dalle intemperie della storia e della politica».  I nazionalismi, l’odio razziale, le discriminazioni, il genocidio dei migranti: il fascismo ha cambiato forma, ma ancora oggi si presenta ovunque nel vivere quotidiano. La nostra libertà, e quella di chi ci circonda, va difesa ogni giorno da qualunque tipo di fascismo: dai simboli, dalle ideologie e dagli atteggiamenti che non dovrebbero più avere spazio. Lorenzo Guadagnucci sente forte la necessità di arricchire e investire di senso nuovo il termine antifascismo, che rischia di essere svuotato. Con un piccolo gruppo di uomini, donne e ragazzi, partecipa alle Camminate per la pace nei luoghi simbolo della Resistenza e delle stragi dei civili per mano nazifascista, da Monte Sole a Sant’Anna di Stazzema. Camminare l’antifascismo è il frutto di quelle camminate. «Camminare è un atto politico», ripete spesso, perché camminare aiuta a «fare luce sulla nostra storia collettiva e cercare una nuova rotta che tragga ispirazione da questa storia». Per riaffermare ancora una volta che la Costituzione Italiana è l’esatta antitesi della teoria e della pratica del fascismo.

Racconti dalle Camminate

Camminare l’antifascismo è il racconto delle Camminate organizzate dall’ANPI e dal CAI, a cui Lorenzo Guadagnucci partecipa per rendere omaggio alla memoria della nonna Elena Guadagnucci, morta a 43 anni nella strage di Sant’Anna di Stazzema nell’agosto 1944, e del padre Alberto, scampato all’eccidio.
A metà fra il saggio e la narrativa storica, l’autore utilizza i personaggi che lo accompagnano nelle sue camminate per riflettere sul senso della memoria, sulla Resistenza e sulla sua eredità politica e culturale. Fra questi personaggi troviamo lo storico Nicola, che attraverso letture fatte in cammino porta il gruppo a dibattere e riflettere; l’insegnante Doriana con Patrick, un ragazzo richiedente asilo del Ghana, «personificazione di un’Italia possibile, aperta e plurale»; Fabiano con il nipote diciottenne Giovanni e il suo amico Marcello, pronti a vivere e respirare questi luoghi per tenerne viva la memoria e trasmetterla anche quando i testimoni oculari saranno scomparsi. Ci sono anche la guida Tiziano, la cooperante Erica, il militante antifascista Nello, i politicamente impegnati Nadia ed Italo. Questi personaggi sono frutto di un mix di più racconti e persone realmente esistenti che hanno accompagnato Guadagnucci in queste camminate. Ad accomunare tutte e tutti loro, una domanda: «Che cosa significa – oggi – dichiararsi antifascisti?»

L’autore

Lorenzo Guadagnucci è stato tra i fondatori del Comitato Verità e Giustizia per Genova e del gruppo Giornalisti contro il razzismo. Collabora per diverse emittenti radio, ed è stato fra gli autori del programma radiofonico Restiamo animali dell’emittente toscana Controradio. È vegano, e al tema dei diritti animali ha dedicato il libro Restiamo animali. Vivere vegan è una questione di giustizia. Fra i suoi altri libri: Noi della Diaz (Altreconomia, 2002); Il nuovo mutualismo (Feltrinelli, 2007); Lavavetri (Terre di mezzo, 2009); Parole sporche (Altreconomia, 2010); L’eclisse della democrazia (con Vittorio Agnoletto, Feltrinelli, 2011); Era un giorno qualsiasi (Terre di mezzo, 2016).

IL LIBRO

Camminare l'antifascismo - La memoria come ribellione all'ordine delle cose