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Comunicato stampa | Cattivi per sempre?

Cattivi per sempre?
«Di qua i buoni, di là i cattivi»

 

Mercoledì 5 aprile esce in tutte le librerie, per la collana le Staffette di Edizioni Gruppo Abele, Cattivi per sempre? Voci dalle carceri: viaggio nei circuiti di Alta Sicurezza, di Ornella Favero.

L’autrice mette a confronto le storie e i percorsi dei carcerati cosiddetti “irrecuperabili”, in un viaggio nei circuiti di Alta Sicurezza, mostrando il volto di un sistema in cui non sembra esserci spazio per la rieducazione e il reinserimento. Una sintesi, efficace e intensa, del lavoro compiuto fin dal 1997 dalla redazione di Ristretti Orizzonti, rivista di cui è direttrice.

 

Il Libro 

«Ci sono storie che non sono raccontabili?» si chiede l’autrice quando riflette sul progetto di incontro fra persone detenute e studenti che ha portato avanti per anni e dalle cui esperienze ha preso vita questo libro. Il saggio affronta infatti la lunghissima esperienza di confronto con detenuti nei circuiti di Alta Sicurezza, che hanno vissuto anni di regime duro al 41-bis, persone incarcerate per reati di stampo mafioso, e cerca di rispondere a domande di delicatissima natura etica e giuridica: quanto è davvero utile una pena punitiva che priva il detenuto di ogni libertà e possibilità, che riduce all’osso le opportunità d’incontro con la famiglia, che umilia e non redime? C’è un modo per trasformare la carcerazione da “rabbiosa” a “riflessiva”, guidando la persona detenuta a uscire dalla gabbia dell’odio per le istituzioni e a intraprendere un vero percorso di affrancamento dal proprio passato? Quanto disturba l’opinione pubblica immaginare che alcune persone, anche quelle da sempre considerate mostruose, possano cambiare? Insomma, si chiede Ornella Favero, possono esistere davvero persone “cattive per sempre”?

 

Sinossi

Il libro, densissimo di testimonianze dirette di detenuti, familiari e operatori penitenziari, invita il lettore a mettersi “nelle scarpe” delle persone detenute e a percorrere parte del loro cammino, per parlare di carcere da un altro punto di vista.

In una lunga introduzione, l’autrice spiega il progetto di incontro fra scuole e detenuti, presentando al lettore quanto possa essere difficile affrontare il tema delle cosiddette “persone irrecuperabili” e della lunga serie di pregiudizi che li accompagna e che ne impedisce una corretta comunicazione sulle pene e sul carcere. Il saggio prosegue poi analizzando la situazione del «fine pena mai», degli ergastoli ostativi, dei detenuti a regime di 41-bis e nei circuiti di Alta Sicurezza, affrontando le condizioni a volte disumane e disumanizzanti che molti carcerati subiscono. Il libro termina affrontando il tema dei percorsi di consapevolezza e di cambiamento, a cui spesso è lo stesso sistema carcerario a non credere, dolorosi ma possibili. Le parole della figlia di Aldo Moro, Agnese, pronunciate dopo aver incontrato gli assassini di suo padre, concludono idealmente il lungo viaggio nelle carceri dure di questo libro: «Non bisogna buttare via nessuno».

 

L’autrice

Ornella Favero è giornalista e direttrice della rivista Ristretti Orizzonti, punto di riferimento nel panorama italiano per l’informazione e la comunicazione del mondo carcerario. Dal 2015 è presidente della Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia, coordinamento di enti, associazioni e gruppi impegnati in esperienze di volontariato nell’ambito della giustizia, all’interno e all’esterno degli istituti penitenziari, che gestisce più di diecimila volontari.

IL LIBRO

Un ebreo contro, di Moni Ovadia e Livio Pepino
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