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Comunicato stampa | Equilibristi. Lavorare nel sociale, oggi

Esce il 17 giugno Equilibristi. Lavorare nel sociale, oggi a cura di Andrea Morniroli, già autore con Enrica Morlicchio di Poveri a chi? Napoli (Italia) (Edizioni Gruppo Abele, 2013), con contributi di Carlo Borgomeo, Francesco Di Giovanni, Leopoldo Grosso, Enrica Morlicchio, Annamaria Palmieri, Raffaella Palladino, Giacomo Panizza, Giacomo Smarrazzo.

Il volume sarà presentato in anteprima nazionale

venerdì 19 giugno alle ore 17.00 presso la Fabbrica delle “e”,
Corso Trapani 148 – Torino 

Con il curatore interverranno:
Chiara Saraceno, honorary fellow, Collegio Carlo Alberto, Moncalieri,
Eleonora Artesio, ex assessore nel campo delle politiche sociali e sanitarie,
Eva Coccolo, presidente della Cooperativa sociale La nuova cooperativa.
Coordina il tavolo Leopoldo Grosso, Gruppo Abele.

Il libro

L’idea del volume era nata prima degli dell’estate del 2014, quando gli scandali sulle cooperative hanno sconvolto in mondo degli operatori sociali, restituendone un’immagine corrotta e degenerata. Ecco quindi la conferma della necessità di una narrazione sociale che dia dignità ai (molti) che lavorano in questo campo con passione, onestà e integrità.  La necessità di ritrovare « un racconto onesto del lavoro sociale in epoca di crisi. Un racconto che non ne nasconda errori e contraddizioni e che sappia, insieme, rivendicare il valore e le ricadute in termini di benessere collettivo dell’attività di migliaia di operatrici e operatori» come dice lo stesso Morniroli. 

Secondo i dati resi recentemente noti dall’Istat (censimento 2011) sul Terzo settore, i lavoratori dipendenti sono 681.000, a cui bisogna aggiungere 270.000 lavoratori esterni e 5.000 lavoratori temporanei. Complessivamente, in base a questa fotografia, il Terzo settore darebbe lavoro a oltre il 4% degli occupati in Italia, ai quali vanno aggiunti i 19.000 giovani impiegati nel servizio civile (che dovrebbero essere portati a 100.000 nel 2017!). Certo, non senza difficoltà, si pensi che in tre anni i comuni e i consorzi socio-assistenziali vedono il loro budget circa del 90%.
Con il fallimento nelle politiche sociali è necessario quindi «provare ad aprire alcuni campi di riflessione utili a ritrovare, in modo condiviso, ipotesi, strade e prospettive per un welfare rinnovato e capace di farci uscire in avanti dalla crisi e dalla precarietà».

IL LIBRO