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Comunicato stampa | Al di sotto della legge. Conversazioni su polizia e democrazia

Esce il 6 maggio il nuovo libro di Luigi Notari (già segretario siulp) e Mauro Ravarino (giornalista) dal titolo Al di sotto della legge. Conversazioni su polizia e democrazia, per Edizioni Gruppo Abele, all’interno della collana Palafitte.

Il libro

Il testo ripercorre le vicende (non solo professionali) di Luigi Notari attraverso 40 anni della storia d’Italia e della polizia, anni che hanno scosso il Paese: dalla lunga battaglia per la smilitarizzazione della polizia all’assassinio di Aldo Moro; dall’omicidio di Francesco Lorusso, in piazza a Bologna, alla strage del 2 agosto; dal caso Dozier a quello della banda della Uno bianca fino ai più recenti avvenimenti di Genova 2001 e della morte di Federico Aldrovandi e Stefano Cucchi.
Così Mauro Ravarino, interlocutore più che intervistatore, descrive il libro: «Al di sotto della legge è un viaggio di scoperta, immagino reciproca, l’incontro tra visioni e spaccati diversi, replicato in un’articolata conversazione che ruota attorno al concetto di democrazia (in particolare, alla sua applicazione) e si snoda in quasi quarant’anni di storia italiana e personale, dal 1976 a oggi – e, ancora, riferendosi a Notari – è come se avesse un cappello da prestigiatore in cui raccogliere infiniti aneddoti, affastellati l’un l’altro».

Gli autori

Luigi Notari è entrato in polizia, quasi per caso, nei difficili anni Settanta, anni di cambiamenti e di violenza. Dal 1994, dopo aver contribuito alla sua formazione è entrato nella segreteria nazionale del siulp (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia), attività che ha svolto fino alla pensione. Ha un’idea molto chiara del ruolo che la polizia dovrebbe avere nella società, che riassume così: «La società e ingiusta, le diseguaglianze sono all’ordine del giorno. Il poliziotto è un medico sociale. Non deve per forza amputare, ma prevenire e curare, studiare e chiedere aiuto alle altre istituzioni».

Mauro Ravarino si definisce un “reduce di Genova”, quando, ventiduenne, per la prima volta si scontrò con «la rabbia, lo scoramento, la delusione. E la difficoltà di ritornare a sognare, perché no, un mondo diverso. Arduo. A Genova mi sono sentito scoperto, smarrito di fronte a qualcosa che non conoscevo: il timore, la strizza per la polizia; verso un’istituzione che, per quanto lontana, pensavo tutrice della legge». In seguito è diventato giornalista.

IL LIBRO

Al di sotto della legge. Conversazioni su polizia e democrazia