Editoriale, Media

Angela Spalatro e Ugo Zamburru raccontano le “Storie di ragazze che non volevano essere belle”


In Italia, secondo i dati del Ministero della Salute, nel 2022 sono state diagnosticate circa 30.000 nuove diagnosi di disturbi dell’alimentazione e della nustrizione (anche detti DCA). La maggior parte dei casi riguarda le donne, ma anche gli uomini possono essere colpiti.

Nel libro Storie di ragazze che non volevano essere belle, Angela Spalatro e Ugo Zamburru raccontano le storie di giovani ragazze che hanno sofferto di disturbi alimentari. Le testimonianze delle ragazze mettono in luce le diverse cause che possono portare allo sviluppo di questi disturbi, tra cui la pressione sociale per la magrezza, i problemi familiari e le esperienze traumatiche.

Esistono diversi trattamenti disponibili per i disturbi alimentari. La terapia cognitivo-comportamentale è il trattamento di prima linea per l’anoressia e la bulimia. La terapia familiare può essere utile per aiutare le persone con disturbi alimentari a migliorare le relazioni con la propria famiglia. La terapia farmacologica può essere utilizzata per trattare i sintomi di depressione e ansia che spesso sono associati ai disturbi alimentari.

Ma oltre alle terapie, come insegnava Franco Basaglia, bisogna incontrare “le persone che i sintomi ci nascondono”. per questo Angela Spalatro e Ugo Zamburru hanno scelto di partire non dai sintomi, non dalla psichiatria, ma dalle storie, dalle testimonianze. Per restituire uno sguardo umano e vivo: «La relazione di cura non è solo l’incontro di due biologie, ma di due universi: il paziente e il terapeuta, la persona e la sua famiglia, la famiglia e il sistema società».

In questa intervista a Zamburru e Spalatro – curata insieme al Gruppo Abele Onlus – conosciamo meglio il loro punto di vista e scopriamo alcuni dei temi trattati in Storie di ragazze che non volevano essere belle.

IL LIBRO

Storie di ragazze che non volevano essere belle, Angela Spalatro, Ugo Zamburru
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